Tuesday, October 6, 2015

Tuesday, September 22, 2015

Lettera dal cielo, "Ciao Piccola mia...

A letter from heaven from a father to
his daughter on her wedding day.
"Hi there my darling little girl it's daddy
from heaven coming to see you on this
special occasion.  I'm sorry little one
if I can't be with you physically, but
believe me I'm right beside you even if
you don't see me.
How I dreamed of this day, since your
first scream at your birth, I knew deep in
me that you would be a bundle of joy and
pride to me.
I know your heart is heavy and I (as your
father) can feel your heartbreak and your
fitting tears trying to push through me.
I'm trying hard not to let these sentiments
take possession of your body, you really
don't need them and don't deserve them,
TODAY it's your day to shine bright in
the crowd that will surround you and the
young man you brought to me to accept
my approval of your choice.  He is a good
fellow, be good to him and he will be good
to you and the family you will together
create when you feel ready to accept and
take responsibility for a tiny screaming read
head like the one I held in my arms as soon
as you come into this world.
Today I will eat and joke with you, I will try
my best not to step on your feet on your first
dance as a married women, you will feel my
arms around you and like in the older days
you tried to make yourself comfortable  on
my feet and saying "Daddy make me dance..."
Little one I thank you for your continuous love,
for your taughts when you remember me, I know
that deep in that little heart of yours there's always
a place that is mine.  So little one I bless you from
heaven and when you need me, you just say that
little word that came out of your instantly when
you needed me....
"Daddy, stop and listen to me, I need you".
and I will stop what I'm doing in heaven and
come to you.  It's my promisse to you on your
wedding day.
Love angel Daddy.

NB: Emozione forti ancora troppo dolorosi,
un giorno mettero la versione in Italiano.

Ciao bambina mia, sono papa che ti
parla dal cielo.  Dai piccola non lasciarti
prendere dalle lacrime, queste no
resolvano nulla, e solo tempo perso
e non voglio vedere su quel tuo viso ne
esitazione e ne rimorso, ricordati quello
ti diceva quando eri una bambina magrolina con
un viso pieno di "tache de rousseur" che mi
fissavi e volevi assolutamente che ti
bacciavo per farti passare le tue pene e
i graffi che ti procuravi costantemente.
Lo sai che ti ho promesso di esserti vicino
il giorno del tuo matrimonio, questa fu una promessa
sul mio ultimo respiro, anche se tu no
sentivi le mie promesse, ma so che nel tuo
cuore le hai sentite.  E cosi papa ha mantenuta la
sua promessa.  So che avresti voluto avermi
al tuo fianco sotto e bracci ma il buon dio a
deciso altrimenti. Va bene ora lasci che ti racconta
un po quello che tu hai dimenticato e che io
ricordo bene dal giorno della tua venuta nella
mia vita di papa.


Saturday, September 12, 2015

Like a bird...

Like a bird, I have grown wings.
Human wings that is.
I'm sitting in the belly of a
flying bird.  Around me so many
types of people dressed in all
attires unknown to my eyes.
Colorful they were that's for sure.
There are big people, small people,
medium people of all ages all
speaking the same language in different
words.Once in a while a faint noise reached
me and disturbed my concentration on
what subject I have no idea.
Why do they not stop wailing. I need to
listen to the various instructions, just in case
they say to face eventualities not programmed
in the flight. O.K. silence, the genius in
charge is giving out the generic speech of
welcome aboard.
"Seat belts, luggage under seat, put your seat
upright, buckle up.  The young lady does her
check round and just leaves...."
Now the bird shakes it's wings and starts to
move so slowly one has to pay attention to
see it move. Gathering speed, sputtering noise,
gaining more speed and see the head of the
bird pointing upward & go up, up, up....
A weird feeling that has settled in the pit
of my stomach is starting to complain and the ears
are invaded by the stringent sound of this metallic
bird. I open my eyes and see a mountain of
white fluffy clouds all around me, Why do I compete
with these clouds, where will they bring me, no sorry,
where will they bring this bird and how long will
it be possible to resist the temptation of just
stopping on one of these clouds and continue
the crazy adventure.

NB: Sto ritrovando un senso alla vita per scrivere
sentimenti ancora a me sconosciuti.   Questo brano
sara postato in Italiano fra un po di giorni.
Grazie a tutti per la vostra comprensione.

Friday, September 4, 2015

Bambino

Un bambino si ama, si coccola,
si fa crescere un po la volta,
un bambino e parta di te e non
e fatto per sotterrarlo prima del dovuto.
Un bambino e la nostra forza, la
nostra fierezza, il nostro futuro!

Wednesday, September 2, 2015

Clandestinità


L'aria e il fiato volano via al solo
tuo sguardo. Guardo l'onda che usurpatrice
arriva a l'improvvisa e sfugge in un colpo
d'occhio e mi lasci li nella eterna solitudine.
Il rammarico della lontananza e palpabile
a farci capire che una decisione e dovuta
ora che i baci e coccole no soddisfacene più
questa nostra sete d'amore e di gioia a stare
insiemi. Sarò io a fare i primi passi o
sarà la tua insistenza a finalmente mettere
questa nostra clandestinità alla vista del
mondo e finalmente proclamare questo amore
che ci confessiamo ad ogni momenti che ci
sentiamo e vediamo nell'oscurità di paesi
strani e senza nomi pur di sapere che qualcuno
ci può riconoscere.

PS: Vediamo se qualcosa o qualcuno riesce
a farmi rimettere piede su terra dopo le mie
ferie.                 

Saturday, August 22, 2015

La normalita

Ciao a tutti, eccomi con un po di ritardo
in questo mio blog.  Mi ha mancato tantissimo,
pero il calore di queste 2 settimane dal mio
ritorno di feria in Europa e stato piu di quello
che voleva al mio ritorno.
Tra qualchi giorni faro un riassunto del mio
viaggio sia per l"Italia che per la Francia,Spagna
e ritorno in Italia.
Belli racconti, altri meno belli, avventure
che succede solo ai turisti o anche a quelli
che credano di essere turisti ben avertiti nei
lori paesi....
Un saluto a tutti e la prossima settimana si
inzia la vita regolare di donna di casa,nonna
tassi, cuoca all'improvo, senza ricordare che a
volta ci vuole tanta di pazienza con tutti e per
tutti nella vita di oggi.

Monday, August 3, 2015

Una dosa...

E si una dosa di 10 giorni di aria marina
nel mio vecchio continente e stato stupendo,
ma tutto ha una fine e cosi ora ho
solo i ricordi con me a finche ritrovo
la sua mancanza e ritornero a rifare
un'altra dosa (dio volendo) di aria marina.

Saturday, July 18, 2015

Rilascio estivo

Di questi tempi di corse, tra la cita,
"fughe verso montagne e laghi o per i
più fortunati oceani" per lasciare
indietro di se quell'asfalta
bollente tra lavori di costruzione,
corsie e auto strade sempre ferme
per l'imenso traffico che girano
e rigirano intorno a le nostre
vite di super eroi cittadini, finalmente
si può dire: "Al diavolo tutto ciò,
ora mi prendo alcuni giorni di calmia,
di rilascio fisico e mentale e anche di
avventure....."
Ma sarà tutto vero?
mica sarà un'illusione delle tante nostre
aspettative, coccolate tutto un'anno!
Sara quello che sarà - per lo meno e mi
auguro che tutto vada bene.
Ed al mio ritorno potrò raccontare
le mie avventure tra la mia scappata
fra il vecchio mondo e  il nuovo mondo.
Aiuta, aiuta capite quello che vi sto
dicendo e chiedendo?...
sarà il mio "moto" per oltre 15 giorni....

Ma no vi dico dove il tutto accaderà.
Sara la mia sorpresa.  

Tuesday, June 30, 2015

Grazie - ultima puntata

Eccoci giunti alla fine di questo mio racconto. Mi dispiace di non poter
entrare in maggiori dettagli, con aneddoti e ricordi, in fondo questa e solo
una storia come tante altre del passato e che qui hanno potuto trovare un
loro futuro.
Scorre cosi il mio tempo in questo paese che mi ha accolta senza se e senza ma.
A scuola, delle suore più o meno buone, ci hanno insegnato la storia del
popolo canadese, un popolo d'emigranti sin dalle origini che mai ha lasciato
ritornare i suoi nuovi figli alla terra d'origine.
In verità ci sono stati anche eventi dolorosi: figli, figlie, padri e mamme che
hanno perso la vita nel combattere due guerre sul vecchio continente, due
guerre che in realtà non erano loro.
Sono state accettate per solidarietà nei confronti di popoli in difficoltà e cosi
ci siamo messi a loro fianco e costruito un paese dove regna onore e fierezza.
A scuola non si andava certo no ben  vestiti, per mangiare si utilizzavano
gli ingredienti che c'erano e di cibi all'italiana non se ne parlava perché erano
poco conosciuti e ne arrivavano molto pochi dall'Europa.
Ricordo che in quei tempi si andava al mercato il sabato mattina con la
corriera. Il mercato era all'aperto, si comprava di tutto, comprese
galline vive e verdure. Una volta, tornando a casa in corriere, spunto da una
borsa la testa di una gallina viva che si mise tranquillamente a beccare la verdura
nel sacchetto della persona che c'era davanti. Un'altra volta, un tale aveva
comprato un capretto e a piedi, per due chilometri, lo stava conducendo a
casa legato a una corda. Ad un certo punto l'animale si impaurì e gli
sfuggi via. Fu una una scena comica vedere l'uomo incorrere affannoso per
le strade il proprio capretto. Peccato che in quei tempi non esistevano i
telefonini per riprendere la scena e farla vedere ai giovani d'oggi.
La vita era dura. C'era una vecchia signora che chiedeva solo le ali, il collo
e le zampe della galline perché non poteva comperarsi tutti il resto.
In ogni scampolo di terra vuota, spuntavano ortaggi, o si andava a
cogliere la  cicoria nei giardini pubblici o nelle campagne sperando che
nessuno ti vedesse per chiederti cosa ne volessi fare di quelle erbacce
da noi chiamata "cicoria".
Ho avuto in regalo la mia prima bambola a l'età di 10 anni. Ricordo ancora
la gioia di averla tutta per me. Era cosi bella che la portavo a dormire con me
ogni sera.  Erano giorni felici e bellissimi di un'età che non vedeva e non
comprendeva i problemi degli adulti.
Dopo 6 o 7 mesi, noi bambini già capivamo tante parole straniere, cosi
mentre imparavamo la nuova lingua, cercavamo di insegnarla anche ai nostri
genitori con tanta fatiga. la nuova lingua non gli entrava in testa a questi.
Si continuava con la scuola per imparare chi il francese e chi l'inglese, ma alla
fine si imparo a parlare e scrivere tutte e due.
Quella che mancava un po era la nostra lingua madre (l'italiano) di cui nel
tempo s'è persa molto della sua conoscenza. Alcuni, come me, hanno
continuato leggendo romanzi in Italiano e un po con la scuola il sabato
mattina dalle suore italiane. L'unica stazione radio in italiano andava in
onda per 2 ore la domenica.
..... E questo il racconto degli inizi della mia storia, della mia vita.
Molto altro ancora ci sarebbe da raccontare, come il mio primo viaggio
in Italia dopo 15 anni passati all'estero. Ricordo che l'impressione fu
terribile perché io ricordavo l'Italia degli anni '50, che ormai non c'era più.
Oggi faccio un po avanti e dietro con l'Italia, pero non mi sento più a casa
mia, mi sento come un'animale preso tra un muro (la mia patria) e una
gabbia (la mia nuova patria). Tornando alla terra natale mi sento una
forestiera e nelle mia nuova patria sono sempre un'emigrante...
Mah! forse sono una nuvola che va dove soffia il vento e che non
appartiene a nessuno?

Grazie per la vostra lettura e comprensione, e chi sa se un giorno non
molto lontano continua questa storia.....

NB: E grazie a Davide per il suo aiuto. 

Thursday, June 11, 2015

Grazie continua...

Quando il silenzio mi fa compagnia,
posso permettermi di continuare la mia storia
simile a quella di tante altre persone emi grate,
unite nel ricordo del gran passo affrontato negli
anni dopo laseconda guerra mondiale.
Nella stazione dove eravamo arrivati si
sentiva gente piangere, gridare e correre v
erso quella sala immensa sino a che pian piano
tutto tornò quasi normale anche sui visi delle
guardie ferroviarie che finalmente vedevano tutte
quelle persone stanche, nervose e un po strane,
andarsene con i loro parenti.
Io però non volevo andarmene,
non volevo lasciare che il treno puzzolente
se ne partisse via senza di me perché solo
lui sapeva il percorso che mi poteva riportare
alla nave per far ritorno al mio paese.
Ma cosi non fu e fui costretta di mala voglia
a seguire quell'uomo che ci faceva fretta.
Era una domenica di metà agosto con un c
aldo soffocante e umido, avevamo fame,
ma potei udire quell'uomo dire ad un'altroche
ci voleva più di un'ora per arrivare a casa...
Entrammo tutti in un auto che scaricava una puzza
da far venire il vomito, ma il mio stomaco era
vuoto e non ne poteva uscire niente....
Dal mio finestrino vedevo girare l'auto di qua e di là,
a volte andava diritto, altre volte mi sembrava
che andasse indietro. Dovunque automobili,
tanti automezzi, ma più di tutto era c
olpita da una specie di corriera che emetteva
nuvole di fumo e quel fumo era dappertutto …
e il mio stomaco continuava a ribellarsi.
Finalmente arrivammo.La casa era tutta bianca e
rifletteva tanta luce quasi da far male agli occhi.
Ci accolsero una donna altissima e un uomo magrissimo
con una bambina di due anni che guardava con o
cchi fissi nel vuoto: erano i miei zii e la mia cuginetta
che vedevo per la prima volta.
Il pranzo era pronto e c'era anche un bicchiere
con una bevanda nera o marroncino
dal sapore per me disgustoso, con tante di
bollicine che mi entravano nel naso.
Che schifezza pensai; così che ho gustato
il mio primo bicchiere di coca-cola.
Con una pasta rossa, un pane passabile
e un pollo per otto persone iniziò
la mia nuova vita canadese.
Quei primi tempi furono difficili per la lingua,
per la maniera con cui ci trattavano nei negozi,
e per il mio stomaco che si rivoltava ogni volta
in cui passavo vicino a quelle corriere...
Agosto finì e arrivò settembre.  
Mal vestiti,col freddo e le intemperie,
quei primi due o tre anni furono
davvero molto duri. Io andavo a
scuola dalle suore, alcune erano buone
e comprensive, altre un po meno e in classe
ci mettevano negli ultimi banchi
perché avevamo problemi con la lingua
e non potevano occuparsi troppo di noi.

Ritornero per l'ultima puntata fra qualchi giorni.  
NB: GRAZIE DAVIDE